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K.ZERO

L’efficienza di una bici­cletta può essere divisa in due grandi aree. La prima è quanto una bici trasferisca senza dis­per­sione la potenza del ciclista alla ruota pos­te­ri­ore ottimiz­zando la spinta in avanti, la sec­onda è quanto la bici­cletta sia o meno ral­len­tata dall’aria che attra­versa in questo movi­mento. Questi sono i due fat­tori deci­sivi da con­sid­er­are in caso di effi­cienza. Tutte le nos­tre bici sono estrema­mente per­for­manti per quel che riguarda il primo fat­tore, ovvero il trasfer­i­mento di potenza, di con­seguenza ci siamo focal­iz­zati nello sviluppo della nos­tra bici da cronometro su quanto fosse o meno resistente alla pen­e­trazione nell’aria.
Spiegandolo nel modo più sem­plice pos­si­bile, la resistenza aero­d­i­nam­ica è pro­porzionale al quadrato della veloc­ità – in altre parole se stai ped­a­lando a 20 km l’ora e aumenti la tua veloc­ità fino a 40 km l’ora la resistenza si qua­dru­plicherà. Quindi avere una bici­cletta che offre la minor resistenza pos­si­bile è un ottimo modo per avere mag­gior ben­efi­cio alle veloc­ità più alte.
Ma c’è un bilan­ci­a­mento da ottenere nel ridurre la resistenza all’aria di una bici­cletta. Non pos­si­amo spingerci al lim­ite e prog­ettare una bici­cletta che non possa essere gui­data come dovrebbe. Questo bilan­ci­a­mento è stato alla base della nos­tra ricerca e del nos­tro sviluppo nella creazione della K.Zero. Essa si guida esat­ta­mente come dovrebbe essere gui­data una Colnago, offrendo il com­pro­messo ide­ale, miglio­rando la per­for­mance aumen­tando allo stesso tempo la pen­e­trazione aerodinamica.
Le aree prin­ci­pali della bici nelle quali abbi­amo voluto miglio­rare le prestazioni sono quelle in cui le tur­bolenze dis­tur­bano mag­gior­mente il flusso d’aria. Abbiamo scop­erto che con­trol­lando questo flusso dove ser­viva davvero avremmo potuto con­trol­lare tutto il pas­sag­gio dell’aria sopra altre zone chi­ave della bici. Ci siamo focal­iz­zati sul manubrio e l’attacco, il sis­tema frenante ante­ri­ore e pos­te­ri­ore e il pro­filo dei tubi uti­liz­zati. Il tutto è stato real­iz­zato rispet­tando le strette regole dell’UCI – ci siamo assi­cu­rati che la K.Zero potesse gareg­giare in tutte le gare orga­niz­zate dall’UCI stessa.
Come in tutte le bici­clette svilup­pate con il primo obi­et­tivo di ridurre la resistenza all’aria, si tratta di farlo con pic­coli accorg­i­menti nel mag­gior numero di punti. Sommando tutte le pic­cole riduzioni si otten­gono grandi ben­efici. Questo è uno dei punti chi­ave della K.Zero – tutti i det­tagli si assom­mano per ottenere un grande risultato.

FRENI
I freni sono com­ple­ta­mente inte­grati nella for­cella e nel telaio, senza com­pro­met­tere l’integrità strut­turale di entrambi. Con il cavo pos­te­ri­ore com­ple­ta­mente inte­grato nel telaio per ridurre la resistenza aero­d­i­nam­ica, i freni pos­te­ri­ori sono nascosti da una cop­er­tura aero­d­i­nam­ica che aiuta il con­dizion­a­mento del flusso d’aria guidan­dolo verso la parte sot­tostante al carro posteriore.

MANUBRIO/ATTACCO
Manubrio e attacco sono assem­blati in una strut­tura cre­ata su misura. A dif­ferenza degli altri manubri aero­d­i­nam­ici tradizion­ali abbi­amo deciso di non arro­ton­darne il pro­filo per inte­grarlo nell’attacco. Quest’ultimo invece pre­senta lo stesso pro­filo aero­d­i­nam­ico del manubrio. Abbiamo così ottenuto un sis­tema in cui il liv­ello di stress è decisa­mente minore, riducendo il peso e aumen­tando l’aerodinamicità rispetto a un sis­tema tradizionale. La sezione dei clip-on può essere rego­lata in altezza per adat­tarsi alle dimen­sioni del ciclista senza com­pro­met­tere la posizione otti­male e man­te­nendo le regole UCI. Un’altra delle carat­ter­is­tiche è quella di avere i cavi del cock­pit com­ple­ta­mente inte­grati. Quest’accorgimento per­me­tte una pic­cola ma deter­mi­nante ulte­ri­ore riduzione della resistenza in una zona cru­ciale della bicicletta.

PROFILI DEI TUBI
Diversi pro­fili di tubi derivanti dallo stan­dard NACA sono stati tes­tati nel prog­etto, atte­nen­dosi stret­ta­mente alle regole UCI. E’ l’uso com­bi­nato di questi pro­fili e di alcuni par­ti­co­lari adat­ta­menti che gen­era il sis­tema che forma la base del telaio K.Zero. Il prog­etto ha guardato all’interazione dei diversi pro­fili per for­mare un sis­tema com­pleto e non alla forma di cias­cun sin­golo tubo. Questo tipo di design è sem­pre stato al cen­tro dei prog­etti Colnago. Una bici­cletta è un sis­tema com­pleto, non la somma di parti indi­vid­u­ali, e così deve essere prog­et­tata sin dall’inizio, di modo che le sin­gole parti pos­sano lavo­rare in armo­nia per creare il miglior prodotto finale in ter­mini di effi­cienza e performance.

GRUPPI
K.Zero sarà disponi­bile per ogni gruppo top di gamma, sia esso Campagnolo, Shimano o Sram. Lo stesso telaio sarà com­ple­ta­mente com­pat­i­bile sia con le ver­sioni elet­tron­iche sia con le ver­sioni mec­ca­niche dei gruppi stessi.

TECNOLOGIA

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GEOMETRIA TELAIO
Tutti i dettagli sulle misure disponibili Colnago, taglie e specifiche ti aiuteranno a scegliere il telaio più corretto.

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UCI APPROVED
I modelli Colnago UCI APPROVED possono essere utilizzati in tutte le competizioni ciclistiche riconosciute dall'UCI: Unione Ciclistica Internazionale.

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PROTOTIPAZIONE
Il processo di pro­duzione di Colnago prevede l’uso inten­sivo della pro­toti­pazione. Prima di real­iz­zare la ver­sione finale, si anal­iz­zano le speci­fiche e le dif­fer­enti vari­anti tramite cam­pi­onatura e prove.

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MATERIALI
Colnago è stato il primo costrut­tore di telai a capire il poten­ziale dell’utilizzo della fibra di car­bo­nio nell’evoluzione del ciclismo.

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ANALISI PRODOTTO
Colnago da sem­pre pone par­ti­co­lare atten­zione alla sicurezza dell’atleta. Il nos­tro lab­o­ra­to­rio di anal­isi del prodotto si pone ai più alti liv­elli tec­no­logici del set­tore.

VIDEO